Alluce valgo: innovazione nella tecnica chirurgica

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Domande e risposte

In questa pagina, in continuo aggiornamento rispetto alle diverse casistiche, ci sono le risposte alle domande e ai dubbi più frequenti -FAQs- sulla patologia dell’alluce valgo.

Che cosa è l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una deformità del primo dito del piede costituita dall’allontanamento della testa del primo metatarso, l’osso lungo che precede le falangi. Si presenta come una sporgenza ossea, comunemente detta cipolla, che spesso si manifesta solo in fase avanzata. Il sintomo principale è il dolore che può attenuarsi e poi ripresentarsi in seguito.

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È possibile prevenire l’alluce valgo?

Per prevenire la formazione dell’alluce valgo si può prestare attenzione alle scarpe che si indossano, avere cura e controllare spesso i piedi. Si raccomanda l’uso di scarpe comode, in morbida pelle, a punta larga, con un tacco che non superi i 4 cm.

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Quali sono le cause dell’alluce valgo?

Le cause principali della formazione dell’alluce valgo sono di due tipi: congenite o acquisite. Si parla di causa congenita quando la formazione dell’alluce valgo può essere ricondotta alla forma della testa metatarsale, a fattori familiari o connessi all’anatomia del piede. Quando invece influiscono fattori esterni si parla di cause acquisite. Le calzature scomode, a pianta stretta e con tacchi alti, sono la principale causa di alluce valgo acquisito.

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Che ruolo hanno le scarpe nell’insorgenza dell’alluce valgo?

Indossare le calzature sbagliate comporta un peggioramento dell’alluce valgo. Si consiglia di evitare scarpe a punta stretta perché procurano eccessiva pressione sulle dita, che fa spostare sia l’alluce sia il mignolo verso la parte interna del piede, comprimendo le altre dita. Tali compressioni aumentano ancora di più quando le scarpe hanno il tacco alto, dato che il peso del corpo si sposta automaticamente verso la parte anteriore del piede. Attenzione anche alle scarpe molto rigide perché possono ostacolare la naturale flessione delle dita mentre si cammina, indebolendo la muscolatura del piede e facilitando quindi la comparsa di alterazioni.

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Come si fa la diagnosi di alluce valgo?

La diagnosi di alluce valgo si fa con un RX bilaterale dei piedi in carico. Se l’esame evidenzia un valgismo maggiore di 8-10 gradi (che sono fisiologici) si parla di alluce valgo. Durante la visita con l’ortopedico si accerterà lo stato del paziente e la terapia necessaria.

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Quali esami portare alla prima visita?

Alla prima visita il paziente deve presentarsi con un RX bilaterale dei piedi in carico. La radiografia deve riguardare entrambi i piedi anche se si sospetta di avere l’alluce valgo in un solo piede.

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Come faccio a prendere un appuntamento per la prima visita?

I chirurghi PBS svolgono attività ambulatoriale in tutta Italia presso diversi studi medici. È possibile guardare la lista degli ambulatori per il primo consulto alla pagina “ambulatori italia”. Basterà telefonare e prendere un appuntamento nello studio medico che si riterrà più comodo.

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Come risolvere il problema dell’alluce valgo?

Esistono sistemi di trattamento conservativi e sistemi di trattamento più impegnativi come l’intervento chirurgico.

Nella fase iniziale della formazione dell’alluce valgo si possono prendere alcune precauzioni per rallentare il decorso della patologia che vengono definire come trattamento conservativo dell’alluce valgo. Quando il difetto è leggero, l’arrossamento è saltuario e provocato solamente da alcuni tipi di calzatura si possono scegliere scarpe idonee a punta larga e molto morbide utilizzando anche dei cuscinetti per separare le dita. Un valido strumento che consente di rallentare la deviazione dell’alluce valgo è il plantare correttivo che permette di ripristinare il corretto orientamento dell’asse del calcagno e contrasta l’insufficienza dell’articolazione sottoastragalica.

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Quali sono le tecniche per operare l’alluce valgo?

Le tecniche chirurgiche per correggere l’alluce valgo sono un centinaio, tuttavia si possono raggruppare in 3 tipologie principali.
TECNICA 1: interventi che prevedono ferite più o meno ampie nel piede, finalizzate ad esporre i tessuti e le ossa dello stesso affinché sia possibile compiere, su tale segmento corporeo, tutte le opportune correzioni che poi andranno sintetizzate con mezzi metallici.
TECNICA 2: interventi che prevedono procedure mini-invasive ovvero percutanee (piccole incisioni) attraverso le quali effettuare l’intervento, al termine del quale si utilizzano poi dei mezzi di sintesi metallici per stabilizzare le correzioni ottenute
TECNICA 3: interventi che utilizzano tecniche mini-invasive ovvero percutanee senza l’utilizzo finale di mezzi di sintesi metallici ma solo fasciature che risolvono o riducono molti dei problemi affrontati con la chirurgia “aperta” diminuendo le possibili complicazioni, migliorando e accorciando i processi di recupero post-chirurgico.

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Che si intende per “percorso PBS per la cura dell’alluce valgo”?

Il team PBS nel corso degli anni ha messo a punto un percorso di cura dell’alluce valgo che accompagna i pazienti fin dalla prima visita e li guida nella scelta della soluzione migliore (TERAPIA o INTERVENTO) in base alla patologia e alle caratteristiche fisiche e biologiche di ciascuno. L’approccio PBS all’alluce valgo non si identifica con il solo intervento chirurgico, ma si estende al prima e al dopo per guidare i pazienti verso la piena funzionalità fisica e biologica. Consulta la pagina dedicata al “Percorso PBS per la cura dell’alluce valgo

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Che problemi comporta l’alluce valgo non curato?

Alla base dell’alluce valgo c’è una deformazione del primo dito che genera una nuova posizione dell’articolazione e induce la persona a camminare in modo non corretto nel tentativo di non sentire dolore. Il rischio quindi è quello di assumere posizioni sbagliate di cui soffre tutta la colonna vertebrale.
In senso pratico poi la sporgenza ossea occupa spazio nelle scarpe e richiede l’uso di calzature comode, spesso fabbricate su misura, per evitare che le altre dita si accavallino tra di loro.

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Che cosa succede durante l’intervento?

Le fasi dell’intervento che viene svolto dal team PBS sono: anestesia locale del piede, lavaggio e disinfezione, correzione chirurgica, fasciatura e bendaggio funzionale, appoggio del piede. Per una descrizione delle varie fasi e dell’intervento si può consultare la pagina dell’intervento PBS per la correzione dell’alluce valgo.

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Cosa devo portare al momento del ricovero?

Nel momento in cui avverrà il ricovero è necessario portare con sé le radiografie, i farmaci, la relazione del medico curante sulle terapie in corso e patologie, l’impegnativa con la richiesta di intervento chirurgico, i documenti sanitari e il documento d’identità. Per tutte le informazioni pre-operatorie è possibile consultare la pagina “Informazioni pre-operatorie“.

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Cosa fare dopo l’intervento di alluce valgo?

Al termine dell’intervento di correzione percutanea dell’alluce valgo si potrà subito appoggiare il piede e iniziare a camminare in modo graduale. Si raccomanda ai pazienti di seguire le indicazioni specifiche che verranno fornite dai medici al termine dell’intervento che saranno adeguate al tipo di intervento subito. Alcune informazioni generali sul decorso post-operatorio possono essere lette nella pagina “informazioni post-operatorie”.

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L’intervento è doloroso?

L’intervento avviene in anestesia locale, il cui effetto, solitamente, si prolunga nel tempo permettendo di non sentire dolore. Da evitare durante l’intervento è la fascia ischemica, in quanto l’arresto del flusso sanguigno provoca dolore al termine dell’anestesia e non permette un’emostasi accurata.
Circa il 30% dei nostri pazienti non ha necessità di prendere farmaci analgesici, ma in caso di dolore dovuto all’intervento è sufficiente assumere paracetamolo o altro analgesico.
Nella pagina “informazioni post-operatorie” si possono trovare alcuni consigli anche relativi al dolore.

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La tecnica percutanea è sicura?

Al pari delle tecniche tradizionali.

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È meglio operare un piede alla volta o tutti e due insieme?

Il consiglio che viene generalmente dato è quello di operare sempre un piede alla volta e di cominciare con quello che fa più male.

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Esiste un periodo dell’anno migliore per sottoporsi all’intervento?

Ogni periodo presenta dei vantaggi. Il recupero funzionale del piede può essere facilitato camminando. In inverno il freddo aiuta la riduzione dell’edema e la convalescenza. Per scegliere una stagione si consiglia di preferire un periodo tranquillo a livello personale, familiare e di lavoro in modo da poter vivere senza affanni il periodo di riposo. Si preferisce evitare il mese di Luglio e primi 15 giorni di Agosto.

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Che scarpe potrò indossare dopo l’intervento?

All’uscita dalla sala operatoria sarà necessario indossare una speciale scarpa ortopedica. A convalescenza terminata non ci sono limitazioni nella scelta delle scarpe da indossare.

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È necessario fare fisioterapia dopo l’intervento di alluce valgo?

Non è necessario fare fisioterapia dopo l’intervento perché la deambulazione è subito consigliata e camminando si muove automaticamente l’articolazione.

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Dopo quanto tempo dall’intervento si può guidare?

Il paziente cammina immediatamente dopo l’intervento con una scarpa operatoria specifica per l’intervento medesimo, si consiglia di aspettare l’uso di una scarpa comfort purchè ci si senta pronti e in buono stato di salute.

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Dopo l’intervento si può riformare l’alluce valgo?

Le cosiddette recidive erano molto frequenti quando per correggere l’alluce valgo si utilizzavano le plastiche dei tessuti molli. Oggi le tecniche attuali si basano sulla correzione geometrica della deformazione ed è più difficile che si manifesti di nuovo, anche se non impossibile. Fondamentale per la buona riuscita della correzione è che la tecnica sia eseguita nel modo corretto da mani esperte.

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