Alluce valgo: innovazione nella tecnica chirurgica

Orario : Lu-Ve 7,30-17,30; Sabato 7,30-12,30
  Telefono: : +39 0755008625

Informazioni post-operatorie

Istruzioni post operatorie da seguire dopo l’INTERVENTO CORREZIONE ALLUCE VALGO/METATARSALGIA 

L’intervento di “Correzione percutanea dei difetti acquisiti dell’avampiede” è considerato “Mini Invasivo” dato che le correzioni dei segmenti ossei sono effettuate con piccole incisioni cutanee attraverso le quali vengono inseriti gli strumenti chirurgici che permettono di migliorare la funzionalità del piede. Al fine di consentire lo spostamento ed il riposizionamento dei capi ossei le correzioni possono prevedere l’apertura di articolazioni, la sezione delle ossa o altre manovre. Per tale motivo il piede, dopo l’operazione chirurgica, necessiterà di tempo per assestarsi e guarire.

DOLORE
L’intervento avviene in anestesia locale, il cui effetto, solitamente, si prolunga nel tempo, per cui è possibile che per diverse ore si abbia il piede “addormentato” e quindi non si senta dolore. Questo stato può perdurare anche più di un giorno e all’indomani dell’operazione si potrebbe continuare ad avvertire ancora una sensazione di intorpidimento e di pesantezza all’arto.
Circa il 30% dei nostri pazienti non ha necessità di prendere farmaci analgesici, ma in caso di dolore dovuto all’intervento è sufficiente assumere paracetamolo (es. TACHIPIRINA, EFFERALGAN o altro analgesico a propria disposizione), al dosaggio di 1000 mg (1 gr) ogni 6 ore, 4 volte al giorno. In alcuni casi può essere necessario assumere un anti-infiammatorio (Mesulid, Aulin, Oki, ecc). Per qualsiasi dubbio o problema si consiglia comunque di consultare il proprio Medico Curante o la nostra équipe. Ricordiamo che non bisogna eccedere nell’assunzione di farmaci analgesici, ma che è allo stesso modo sbagliato aspettare a prenderli quando il dolore è molto forte o prenderli in dosi non adeguate.
Può essere di aiuto anche il ghiaccio per il suo effetto analgesico e antiedemigeno con più applicazioni della durata di circa 20 minuti l’una e comunque mai a diretto contatto con la pelle.
Stare distesi con la gamba sollevata contribuisce a ridurre il fastidio.

MEDICAZIONE
La medicazione apposta successivamente all’intervento deve essere mantenuta asciutta e non deve essere in alcun modo modificata fino al momento della prima visita di controllo, che verrà fissata valutando caso per caso, e la cui data sarà indicata nella lettera di dimissioni.

SANGUINAMENTO
Nonostante l’intervento “Mini Invasivo”, il piede potrebbe sanguinare e la medicazione si potrebbe sporcare. Non è niente di grave, anzi questo accade frequentemente e non rappresenta assolutamente un problema. Il nostro consiglio è quello di mettersi distesi con la gamba sollevata per almeno 1 ora. La fuoriuscita di sangue cessa velocemente e in modo spontaneo, soprattutto se ci si metterà a riposo con il piede sollevato e magari con la borsa di ghiaccio sul piede.

DITA SCURE O BOLLE
Non bisogna preoccuparsi se le dita diventano scure. Queste riprenderanno il loro colore normale entro poche settimane dall’intervento. Nel caso in cui si formino delle bolle (flittene) limitatevi a coprirle con una garza senza bucarle, si riassorbiranno da sole.

GONFIORE
È normale che il piede si gonfi. Se l’intervento è stato complesso ed ha interessato più dita, il gonfiore sarà maggiore e durerà di più, anche mesi. Per ridurre il gonfiore mettetevi a riposo con la gamba sollevata e muovete su e giù il piede per alcuni minuti.

SCRICCHIOLII
Nei primi giorni è assolutamente normale sentire degli scricchiolii dovuti alle fratture chirurgiche.

CONVALESCENZA
La convalescenza varia da persona a persona (da uno a sei mesi) in base alla complessità dell’intervento subito e al numero di fratture. Potrebbero passare alcuni mesi prima che il piede assuma la sua morfologia definitiva pur potendo camminare da subito. Durante questo lasso di tempo sarà possibile muoversi e camminare appoggiando il piede operato (vestendo la calzatura ortopedica suggerita) facendo attenzione comunque a non affaticare e sovraccaricare il piede. Se ciò dovesse accadere occorrerà mettersi a riposo, distendendosi e avendo l’accortezza di sollevarlo.
Molti pazienti istintivamente tendono a proteggere il piede operato, spostando il peso, durante la camminata, sul margine esterno del piede. Questo può determinare gonfiore e dolore al piede stesso, alla caviglia e, a catena, fastidi che si estendono al ginocchio, all’anca e alla regione lombare. Anche l’arto non operato può risentire di questa distribuzione alterata del carico. È, quindi, molto importante sforzarsi di camminare, fin da subito, poggiando in toto il piede in attesa che la rimozione del bendaggio al primo controllo e il conseguente utilizzo di una scarpa più comoda, permetta di poter ripristinare il normale ritmo del passo (tacco e punta).

CONSIGLI PRATICI:

  • All’uscita dalla sala operatoria, è necessario restare distesi e a riposo per almeno 30 minuti, poi ci si potrà mettere seduti sul letto;
  • Se non si percepisce alcun fastidio (vertigini o altri disturbi) si può calzare la scarpa ortopedica ed iniziare a fare qualche passo (prima di alzarvi chiamate sempre l’infermiera) aumentando progressivamente la deambulazione nelle ore successive all’intervento;
  • Nei giorni seguenti occorrerà fare attenzione a non passare molto tempo in piedi fermi o seduti, per evitare che il piede possa gonfiarsi eccessivamente. Si possono, quindi, alternare piccole passeggiate al riposo (con il piede sollevato). In caso di necessità si possono assumere gli analgesici;
  • Fate attenzione a non bagnare la medicazione;
  • Per qualsiasi dubbio, consigliamo la consultazione del proprio Medico Curante o dell’équipe che ha svolto l’operazione.