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Alluce valgo: innovazione nella tecnica chirurgica

Orario : Lu-Ve 7,30-17,30; Sabato 7,30-12,30
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Chirurgia alluce valgo

Sotto la definizione di “chirurgia alluce valgo” si possono annoverare oltre 100 tecniche differenti, inquadrabili e raggruppabili sostanzialmente in 4 tipologie di intervento.

Tecnica open: si tratta di interventi per i quali a livello del piede vengono praticate ferite più o meno ampie attraverso le quali sono esposti i tessuti, i legamenti e le ossa sui quali apportare le correzioni, in genere sintetizzate con mezzi metallici.

Tecnica mininvasiva con mezzi di sintesi: comprende interventi che utilizzano procedure mini-invasive, che garantiscono l’accesso alla porzione di piede sulla quale operare attraverso delle piccole incisioni e stabilizzano le correzioni praticate con l’impiego di mezzi di sintesi metallici.

Tecnica mista: include interventi che per la soluzione del problema combinano insieme tecniche di tipo open e di tipo mininvasiva con mezzi di sintesi.

Tecnica percutanea senza mezzi di sintesi: interventi che utilizzano tecniche mini-invasive, ovvero percutanee, come la tecnica PBS che, attraverso osteotomie geometriche autostabilizzanti al carico e grazie al taping specifico, non necessitano di mezzi di sintesi e permettono al piede di riallinearsi in modo fisiologico.

Dal 1995 ad oggi il Team PBS ha sviluppato e messo a punto un approccio chirurgico che prende spunto dalla tecnica percutanea e, puntando alla soluzione più naturale possibile, tratta chirurgicamente le problematiche dell’alluce valgo con interventi poco invasivi, rapidi, senza fare ricorso a mezzi di sintesi quali viti, placche o fili.

Numerosi sono i vantaggi di questa tecnica percutanea che ne giustificano l’impiego, ove possibile, e ne spiegano la rapida diffusione.
Si tratta di un intervento molto rapido, con una durata media di 20 minuti, eseguito in day surgery. Tale intervento prevede un’anestesia locale a basse dosi di anestetico che viene iniettato circa mezz’ora prima a livello del piede e della caviglia.
Il ricorso a piccole incisioni di 2-3 millimetri, sufficienti ad introdurre gli strumenti operatori, costituiti da frese chirurgiche di piccole dimensioni, garantisce una riduzione delle conseguenze post intervento quali sanguinamento, gonfiore e dolore, velocizzando notevolmente i tempi di recupero del paziente.
Grazie ad un bendaggio funzionale che non immobilizza il piede, il paziente può camminare fin da subito indossando una specifica scarpa.

La stessa tecnica PBS di intervento percutaneo senza mezzi di sintesi è stata sviluppata per il trattamento dell’alluce valgo ma viene utilizzata anche per curare altre patologie del piede quali: metatarsalgia, 5° metatarso varo e dito a martello.