Alluce valgo e ballerine professioniste

L’alluce valgo è una delle patologie più frequenti tra le ballerine professioniste, spesso è considerata un rischio del mestiere a causa delle continue sollecitazioni al piede imposte dalla danza classica.
In questo articolo approfondiamo il legame tra alluce valgo e danza, spiegando cause, sintomi, prevenzione e possibili soluzioni.

Cos’è l’alluce valgo

L’alluce valgo è una deformità del piede che interessa il primo dito che tende a deviare verso le dita minori. La deviazione provoca la formazione di una prominenza ossea, alla base dell’alluce, detta “cipolla”. Tale condizione può essere asintomatica o peggiorare nel corso del tempo fino a causare dolore. Se trascurata può creare ripercussioni anche a livello di ginocchio, anca e schiena. Per una ballerina, tale condizione, può comportare anche una pesante compromissione della propria attività.

Perché le ballerine sono più a rischio

Diversi studi dimostrano che l’incidenza dell’alluce valgo è significativamente più alta nelle ballerine di danza classica rispetto alla popolazione generale. L’aumento del rischio di insorgenza è legato ad una molteplicità di fattori tra cui:

  • Scarpe da punta: obbligano il piede della ballerina in una posizione innaturale. La struttura rigida e la forma affusolata delle scarpette comprimono l’avampiede, forzando l’alluce verso le altre dita. Salendo sulle punte, inoltre, tutto il peso del corpo si scarica sull’avampiede e sulle dita determinando una compressione costante dell’alluce e un significativo aumento della pressione articolare.
  • Lavoro “en dehors”: ovvero “in fuori”, è uno dei principi fondamentali della danza classica necessario a garantire una maggiore libertà di movimento oltre ad un miglioramento della linea estetica. Consiste nella rotazione esterna delle gambe a partire dall’anca, con i femori che ruotano fino ad ottenere l’apertura dei piedi a ventaglio. Questa rotazione esterna forzata, a lungo andare, può portare a un cedimento dell’arco plantare (pronazione) con un aumento della pressione esercitata sull’articolazione metatarso-falangea del primo dito.
  • Stress meccanico: il peso del corpo caricato interamente sulle punte durante i salti e le evoluzioni, sia in allenamento sia durante le performance, origina dei microtraumi che, ripetuti nel tempo, accelerano la deviazione ossea.

Occorre comunque sottolineare come non tutte le ballerine sviluppano l’alluce valgo. Spesso esiste una predisposizione genetica o una particolare conformazione del piede (es. piede piatto o ipermobile) che, assieme ad altri fattori, facilitano l’insorgenza della patologia.

Sintomi nelle ballerine

I sintomi dell’alluce valgo in una ballerina di danza classica sono simili a quelli della popolazione generale, ma tendono a comparire prima e ad essere più intensi, perché il piede è sottoposto a stress continui.
Il sintomo più frequente è il dolore alla base dell’alluce, soprattutto durante il lavoro sulle punte, alla fine delle lezioni o degli spettacoli. All’inizio può essere lieve e intermittente, ma tende a diventare più costante nel tempo.
Alla base dell’alluce può comparire una prominenza ossea visibile, spesso accompagnata da arrossamento, gonfiore e sensibilità al tatto. L’attrito con la scarpa da punta può accentuare l’infiammazione.

Impatto sulla performance

L’insorgenza di problemi ai piedi può portare a perdita di precisione nei movimenti, difficoltà a mantenere l’equilibrio sulle punte, compensazioni nella postura che arrivano a coinvolgere caviglia, ginocchio e schiena.
Per esigenze professionali spesso i sintomi vengono inizialmente ignorati, contribuendo, con il passare del tempo, a peggiorare la situazione.

Prevenzione e trattamenti conservativi

Le ballerine professioniste adottano diverse strategie per convivere con il problema o rallentarlo. Particolare attenzione viene posta nella scelta delle scarpe da punta che devono essere di misura e struttura adatte al piede.
L’utilizzo di protezioni e distanziatori in silicone o di imbottiture personalizzate all’interno delle punte può essere di aiuto nel limitare i sintomi, mentre esercizi specifici di rinforzo dei muscoli del piede possono migliorare la stabilità dell’arco plantare e aiutare a mantenere la mobilità dell’alluce. Sono utili anche esercizi regolari di stretching della fascia plantare e per la flessibilità delle dita.
Tra le buone pratiche è possibile annoverare anche il rispetto di adeguati tempi di recupero.
Possono essere di aiuto: manipolazioni fisioterapiche specifiche, pediluvi e infiltrazioni ecoguidate per gestire l’infiammazione e il dolore cronico. Un ruolo fondamentale è inoltre svolto anche dal confronto con specialisti ortopedici e fisioterapisti.

Soluzione chirurgica

Per una professionista della danza, l’intervento chirurgico è spesso l’ultima spiaggia, poiché i tempi di recupero e il rischio di perdere flessibilità possono imporre lunghi periodi di fermo o addirittura arrivare a compromettere la carriera.
Quando, nonostante i trattamenti conservativi, il dolore diventa invalidante o la deformità avanzata può divenire necessario l’intervento chirurgico.
Fortunatamente oggi è possibile ricorrere ad interventi percutanei come quello di correzione dell’alluce valgo con tecnica PBS che consente un recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.
Si tratta infatti di un intervento rapido, eseguito in anestesia locale, che richiede incisioni di pochi millimetri, quindi con un minimo impatto sui tessuti e senza l’utilizzo di mezzi di sintesi (fili, viti o chiodi).
Nel post-intervento viene praticato un bendaggio specifico che sostiene la correzione in modo naturale, senza immobilizzare il piede. Dopo il riallineamento le micro fratture correttive vengono lasciate libere affinché la guarigione avvenga secondo il carico reale e non secondo standard prefissati. Dopo l’intervento il paziente viene invitato a camminare subito in quanto l’appoggio del piede gioca un ruolo fondamentale nell’individuazione di un nuovo assetto fisiologico e nel percorso di recupero delle funzionalità del piede.

Tornare a danzare dopo l’intervento

Per una ballerina professionista, dopo un intervento di correzione dell’alluce valgo, l’obiettivo è sicuramente quello di tornare a danzare il prima possibile, ma questo deve avvenire in sicurezza per non compromettere il risultato.
La ripresa dell’attività deve essere graduale e guidata. Dapprima deve essere curato il recupero della mobilità, poi il rinforzo muscolare ed infine la ripresa tecnica. Seguire un percorso riabilitativo personalizzato è essenziale per evitare recidive.
In conclusione, l’alluce valgo rappresenta una sfida importante per le ballerine professioniste. Attraverso la prevenzione, l’attenzione ai segnali del corpo e dei trattamenti adeguati è possibile continuare a danzare mantenendo salute e livello delle performance.

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